• Pane di matera, fetta a cuore

"Il pane, l'acqua ed il vino, le tre cose più necessarie alla vita, sono eccellenti; ed il pane e l'acqua in ispecie, non sono inferiori a quelli di nessun paese del Regno."

Conte Carlo Ulisse De Salis Marschlins, parlando di Matera, da "Viaggio nel Regno di Napoli", 1789

L'idea mi è venuta partecipando da diversi anni al concertone finale della Notte della Taranta a Melpignano, un paesino salentino di duemila abitanti, che a fine agosto ospita questa manifestazione bellissima, dove affluiscono almeno centomila persone che in un rito catartico e corale ballano tutta la notte, insieme, sulle note della pizzica contaminata da influenze di volta in volta africane, giapponesi, caraibiche, balcaniche ecc., in una moderna versione in cui invece di liberarsi dal veleno del ragno che ti costringe a ballare, ci si carica di energia e di positività.

Mojito al primitivo, Notte della Taranta

Oltre ai soliti furgoncini fast food (purtroppo di anno in anno più numerosi) con i vari hamburger, kebab "de noantri" e patatine fritte probabilmente nell'olio del motore, ci sono dei chioschetti senza il tipico corredo di luci abbaglianti e monitor giganti, in cui è possibile trovare lo street food salentino genuino e saporitissimo: il panino con i "pezzetti" di cavallo, le "bombette" alla brace, microporzioni di parmigiana di melanzane "on the go", pite farcite di verdure e ovviamente il classico vino primitivo di Manduria. L'anno scorso ho trovato una piacevole sorpresa che si era aggiunta a questo assortimento più o meno "classico": il mojito con chicchi di uva primitivo! Mi sono detta che questi ragazzi sono stati bravi a valorizzare il loro territorio e i loro cibi "caserecci", in maniera pacata e non urlata come per il moderno street food di importazione. Sicuramente è molto più impegnativo vendere a prezzo contenuto un cartoccetto di "turcineddhri" cotti alla brace e un bicchiere di vino primitivo decente, rispetto all'hot dog e alla birrazza solita, e per quanto riguarda il mojito salentino, dopo essere stramazzata allegramente al suolo per la stanchezza di aver ballato tanto vi dico che è stato paradisiaco rinfrancarmi con questa meravigliosa fresca e asprigna bevanda!

Ieri al mercato ho trovato un contadino con una cassettina di fichi dalla forma a goccia piuttosto allungata, un colore strano, e anche il fatto che fossero ottobrini mi ha fatto drizzare le orecchie! Sì sono proprio loro, i fichi rosa di Pisticci, varietà Saverio, una cultivar autoctona della pianura metapontina che rischiava di estinguersi, di cui c'erano pochi alberi in qualche podere, e che è stata recuperata faticosamente dai fratelli Ancona che hanno una azienda agricola familiare e sono appassionati di ecotipi locali e biodiversità. Questi fichi, come dicevo, hanno la forma della pera piccola allungata e pesano dai 40 ai 60 grammi per frutto. La buccia, tendenzialmente ruvida, è fotosensibile, nel senso che l’esposizione all’irradiazione solare ne fa cambiare il colore da verde a viola e la polpa è di un bellissimo rosso cardinale e può raggiungere, ma raramente superare, i 22° gradi Brix di tenore zuccherino. Vengono coltivati in agro di Pisticci e Bernalda e maturano  da agosto fino alla metà di ottobre, arrivando a volte anche alla fine del mese.
 

mojito ai fichi rosa di pisticci 35

Mangiandone uno dolcissimo ma molto sodo, ho pensato che in un mojito sarebbe stato la fine del mondo, e ho deciso di sperimentare subito! Alla fine utilizzare un prodotto locale eccellente come questo fico in una preparazione "esotica" come il mojito, cocktail pestato che  furoreggia da qualche anno, è stato un colpo di fulmine, proprio come quegli amori "interculturali" che nascono e sfidano tutte le barriere del mondo, e sono un fuoco d'artificio continuo!
Devo dire che le aspettative che avevo sono state ampiamente superate... leggete pure la ricetta e spero che nelle mie foto molto, ehm, "amatoriali", per usare un eufemismo, si veda bene il colore del frutto, che è parte integrante del goduriosissimo cocktail, perchè anche gli occhi hanno diritto al piacere!

Il mojito che ho preparato con questo strepitoso fico rosa di Pisticci "Saverio" è un concentrato di sole e sapore in un bicchiere! La polpa del fico, piena di deliziosi semini croccanti e dolcissima si sposa benissimo con l'aspro del limone acerbo e il profumo della menta, e mentre si beve è piacevolissimo gustare i pezzettini di fico che pur essendo stati pestati rimangono pieni e consistenti!

    • mojito ai fichi rosa di pisticci 35

Ingredienti

  • 1 limone leggermente acerbo di media grandezza, possibilmente della piana metapontina
  • 2 fichi rosa di Pisticci
  • 80 ml. circa di rum bianco
  • 2 cucchiai colmi di zucchero di canna
  • 20 cubetti circa di ghiaccio tritato grossolanamente
  • 2 rametti interi di menta fresca
  • 4 foglioline di menta fresca
  • acqua frizzante o soda q.b.
Dosi per: 2 persone
Difficoltà: Media
Reperibilità alimenti: Media
Livello di prezzo: Medio
Nazione: Italia
mojito ai fichi rosa di pisticci 01

Per prima cosa mettere un cucchiaio di zucchero di canna nel bicchiere.

Rimuovere le punte esterne del limone (lavato per bene) e tagliarlo a fette spesse circa 1 cm.

Tagliare a quadratini le fette ricavando dei cubetti regolari.

Aggiungere metà dei pezzetti di limone nel bicchiere con lo zucchero di canna e schiacciarli insieme energicamente con un pestello di legno (in mancanza del quale si può anche usare un cucchiaio di legno).

Aggiungere due foglioline di menta e premerle dolcemente, in maniera tale che rilascino il loro profumo ma non il sapore amarognolo.

Sbucciare un fico freddo di frigorifero e tagliarlo in pezzi.

Sistemare i pezzi nel bicchiere e pestare sommariamente.

Aggiungere ghiaccio tritato fino a riempire il bicchiere, lasciando un paio di centimetri dal bordo.

Aggiungere i 40 ml. di rum (o di più se si preferisce un drink più forte), e sistemare il rametto di menta lateralmente aiutandosi con il manico del cucchiaio.

Versare acqua frizzante o soda water fino a coprire tutto il ghiaccio e girare delicatamente una volta.

Aggiungere una o più cannucce grosse (quelle sottili si ostruirebbero con i pezzettini di frutta).

Servire subito.

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