Pancotto
Tutti i bambini che hanno abitato a Matera sono stati svezzati esclusivamente a pancotto fino a una cinquantina di anni fa. Anche io da bambina, pur essendo molto più giovane, ne ho mangiato tante volte, ma per fortuna erano disponibili anche altri alimenti adatti e più nutrienti, per cui mi è rimasto solo il piacere di cucinarlo ogni tanto per le mie figlie o quando ho voglia di qualcosa di caldo e leggero. Purtroppo in zona ci sono moltissime persone intolleranti al glutine, probabilmente per l'abuso di alimentazione quasi esclusivamente a base di prodotti derivati dal grano, e forse anche perchè essi sono stati introdotti troppo presto nella loro dieta. Si tendeva in effetti a uno svezzamento precoce per poter fronteggiare le esigenze di lavoro della mamma, e di crescita dei bambini in quanto frequentemente il latte materno non era sufficiente a causa di alimentazione non adeguata e anche perchè spesso c'erano figli nati a pochissima distanza tra loro che esigevano la loro parte. La minima quantità di proteine presenti in questa pappa è data dal formaggio grattugiato, io usato del parmigiano, ovviamente cinquanta anni fa si utilizzava del formaggio locale, vacchino o percorino.
Per la verità mezzo secolo fa, oltre al pancotto, c'era qualcos'altro espressamente destinato alla alimentazione infantile. Quando dalla lavorazione del formaggio rimaneva un po' di cagliata, non sufficiente a ricavare una pezza intera, si calava in uno stampo di legno, scolpito all'interno a bassorilievo in foggia di bambolina, e quando si solidificava si apriva lo stampo ed usciva la "pupa" di formaggio, che rosicchiata dal lattante, lo aiutava a lacerare la gengiva per far spuntare i dentini e costituiva anche una piccola integrazione di calcio e proteine in un momento di necessità come la dentizione. Oggi la pupa si realizza in terracotta, usando però il medesimo stampo, ed è utilizzata come un oggetto di decorazione e di arredamento, tutta colorata e sorridente, ma qualcuno la ricorda ancora "mangiabile", e di colore giallino, e forse ricorda ancora anche il suo sapore.
Il pancotto, una semplice crema di pane cotto in acqua profumata con gli aromi dell'orto, prima pappa di tutti i materani over 50, è un cibo ambiguo. Per alcuni è il comfort food per eccellenza, ed evoca l'infanzia nei Sassi e i sapori semplici e genuini, per altri questi ricordi sono ancora troppo brucianti, troppa miseria da ricordare, e non ne vogliono neppure sentir parlare. Io vi faccio vedere come si fa, a noi piace ancora.
Ingredienti
- 1 l. di acqua abbondante
- 1 spicchio d'aglio
- 1 pomodorino
- 1 rametto di prezzemolo
- 1 foglia di alloro
- sale q.b.
- 2 cucchiaini di formaggio grattugiato
- 4 cucchiaini di olio extravergine di oliva
- 200 g di pane raffermo
- Preparazione
- 5 min
- Cottura
- 20 min
- Dosi per
- 2 persone
- Difficoltà
- Facilissima
- Reperibilità alimenti
- Media
- Livello di prezzo
- Molto basso
- Nazione
- Italia
- Regione
- Basilicata
Attrezzatura
- Casseruola
- Passaverdura
Preparazione "Pancotto"
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Mettere a bollire l'acqua con il sale, la foglia di alloro, il prezzemolo, il pomodorino e l'aglio sbucciato e asciar cuocere una decina di minuti.
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Nel frattempo spezzettare la mollica di pane.
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Rimuovere le verdure dal brodo che si sarà formato con una schiumarola.
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Mettere la mollica di pane spezzettata nel brodo e cuocere per circa 5 minuti rimestando energicamente un paio di volte.
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Impiattare e schiacciare sommariamente la mollica con la forchetta.
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Condire con un filo d'olio e una spolverata di parmigiano o altro formaggio grattugiato e servire.
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Nel caso questa pappa sia destinata a bimbi proprio piccolini, si deve passare col passaverdura a fori stretti.
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Così diventa una bella crema liscia.
Adesso si può impiattare e condire sempre con un filo d'olio e una spolverata di formaggio grattugiato, ed è pronta.
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